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GIN ANGRI

GIN ANGRI
CURRICULUM VITAE

Gin Angri inizia la sua attività a Como con lo studio Nodo nel 1979.
Dal 1982, per dieci anni, lavora in Mozambico, prima come responsabile del Centro di Formazione Fotografica, ed in seguito, presso l’Istituto di Comunicazione Sociale di Maputo.
Nel 1990 conduce una ricerca sulla fotografia d’autore in Mozambico e viene pubblicato il libro “Karingana wa Karingana, (c’era una volta), il Mozambico contemporaneo visto dai suoi fotografi ”
Dal ‘92 con il suo ritorno in Italia collabora con agenzie fotografiche, seguendo temi di carattere sociale e di attualità. 
Nel 2008 in collaborazione con il poeta Mauro Fogliaresi pubblica il libro “Le Stagioni del San Martino, documentario fotografico sulla psichiatria”, che raccoglie dieci anni di lavoro fotografico prima e dopo la chiusura dell’ospedale psichiatrico di Como, e dal 2010 dirige il periodico “Oltre il Giardino”, la cui redazione è costituita da utenti del centro diurno malattie mentali di Como.
Nel 2014 viene premiato dal circolo fotografico Sannita di Benevento con il "Trofeo Internazionale- una vita per la fotografia"

Gin Angri started working from studio Nodo in Como in 1979.
For ten years, from 1982, he worked in Mozambique, firstly at the head of a Photographic Teaching Centre and later at the Maputo Social Communication Institute.
In 1990 he was working on art photography in Mozambique and published his book “Karingana wa Karinga”, (once upon a time), which offered a contemporary vision of Mozambique through his photographs. 
On his return to Italy in 1992 he collaborated with photographic agencies, operating in the social and topical fields of work.
In 2008 he co-published with the poet Mauro Fogliaresi a book called the “Le Stagioni del San Martino, documentario fotografico sulla psichiatria” (The Seasons of San Martino, a photographic documentary on psychiatry), which brought together a decade of photographic work before and after the closure of Como psychiatric hospital. Since 2010 he has been editor of the journal “Oltre il Giardino”, which contains the work of those at the day hospital for the mentally ill of Como.
He was awarded the 2014 "Trofeo Internazionale- una vita per la fotografia" (International Trophy for a lifetime of photography) by the photographic club Sannita of Benevento.


STATEMENT

"Siamo tutti border line”. E' così sottile la linea di separazione tra il bene e il male, tra lo star bene e lo stare male. E' così sottile, superflua e inadeguata la linea che vorrebbe delimitare un confine tra gli uomini. Io di qua, tu di là. A volte basta poco, molto poco, perché tutto si rimescoli e divenga nuova realtà. Un soffio di vento o una guerra. 
Per noi di Oltre il Giardino questa è diventata l'immagine simbolo di tutto ciò che è normale, preciso, ma che ad un certo momento smette di seguire regole certe.
Questa fotografia è stata scattata nel 1988 a Como. Durante il riposizionamento del pavè con la linea gialla che delimita la corsia dedicata al trasporto pubblico, qualcosa era andato storto e gli operai non erano più stati in grado di completare il loro puzzle.

The line that separates good and bad, between being well and being ill, is so very thin.
It is such a fine, such a superfluous and inadequate line that they would draw to put one man one side, and another man, the other.
Sometimes it takes little, very little, to mix up everything so that it becomes a new reality. It could be a breath of wind, or a war.
For us at Oltre il Giardino this has become a symbol of everything that is normal, and precise, and yet at a certain point it ceases to follow certain rules.
This photograph was taken in Como in 1988. During the repositioning of the cobblestones with the yellow line that marks the edge of the lane for public transport, something went wrong and the workers were no longer able to complete their puzzle.



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