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BRANKICA ŽILOVIC CHAUVAIN

BRANKICA ŽILOVIC CHAUVAIN
CURRICULUM VITAE

E’ artista visuale e insegnante; nata in Serbia, di nazionalità franco-serba, vive a Parigi. Nella sua esperienza decennale di docenza, ha focalizzato l’attività didattica sui processi creativi di arte tessile, fashion design e arte contemporanea. In ambito artistico, opera in più settori: arte del ricamo in chiave contemporanea, installazioni, opere multimediali, pittura e disegno. Le sue opere sono esposte sia a livello nazionale sia internazionale.

Brankica Zilovic Chauvain, born in Serbia, is a French and Serbian visual artist and educator living in Paris. Her ten years lecturing experience has directed her educative focus to creative processes in textile art, fashion design and contemporary art. As an artist she creates through the fields of contemporary art embroidery, installations, multimedia, painting and drawing. Her work has been exhibited both nationally and internationally.


STATEMENT

Ho sempre prestato interesse al linguaggio delle mappe e delle cartografie. Le mappe, oltre a trasmetterle ispirazioni estetiche e spunti di riflessione, rappresentano per me uno spazio adatto all’esplorazione metaforica e il contesto ideale nel quale esprimersi. Storicamente, le mappe hanno sempre raffigurato uno spazio incerto di proiezioni di confini imposti politicamente, di significati nascosti e (in)comprensioni. Siamo disposti a cambiare le nostre convinzioni e le nostre certezze? Siamo pronti a rivedere la nostra visione del mondo ripartendo da zero? Questa installazione ci incoraggia ad uno sforzo individuale fisico e mentale, per ripensare e abbracciare nuovamente il mondo … Siamo in grado di sperimentare in modo diverso le reti di globalizzazione e di comunicazione? Siamo in grado di trovare confini e frontiere alternativi? In un mondo sottosopra, forse abbiamo bisogno di fare un passo indietro per guardarci da una diversa angolazione...

I have always been interested in the language of maps and cartographies. As well as providing aesthetic inspiration and considerations, maps are for me a space fit for metaphoric exploration and backdrop for my statements. Historically maps were always an uncertain space for the projection of politically imposed boundaries and hidden meanings and (mis)understandings. Are we willing to change our convictions and our certitudes? Are we ready to re-appraise our vision of the world from the scratch? This installation encourages us to individually make the physical and mental effort to rethink and embrace the world anew. Are we able to experience globalization and the networks of communications differently? Are we able to find alternative borders and frontiers? In a topsy-turvy world we perhaps need to take a step back to look at ourselves from a different angle.


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